Medaglioni

La personalità di Niccolò Palmeri (Termini Imerese 1778- 1837) potrebbe essere collocata al centro di tutta una compagnia di grandi e geniali personaggi della Termini Imerese,
Sul filosofo Cosmo Guastella ((Misilmeri, 28 gennaio 1854 – Palermo, 11 settembre 1922) non sembra siano stati svolti studi adeguati ai meriti e alle pubblicazioni che ne testimoniano il valore.
Il caso del medico Giuseppe Giglio (Cefalù 1854 – Ivi 1928) non ci coinvolge nel ricordarlo per occasioni di carattere artistico o letterario, ma per quanto d’impronta professionale ha lasciato nella Sicilia dei primi anni del Novecento,
Nato a Ciminna nel 1889 e morto a Palermo nel 1965, il sacerdote Filippo Meli ha continuato a celebrare riti paralleli alla sua missione religiosa col dedicarsi allo studio, all’insegnamento della Storia dell’Arte e al recupero di opere d’arte con riscoperta di artisti del passato, come per l’eccellente caso del Serpotta.
Probabilmente la memoria del barone Enrico Piranio di Mandralisca (Cefalù 1809 – ivi 1864) sarebbe rimasta a quanto offrono i preziosi suoi lasciti e l’intero museo che gli è dedicato nella città natale, se non fosse intervenuta autonoma,
Paolo Schicchi (Collesano, 1865 – Palermo, 1950) è stato un anticlericale e anarchico individualista con tutta una sua storia che per certi momenti potrebbe essere ritenuta leggendaria e si deve aggiungere che comincia proprio da quando,
Vito Graziano, (Ciminna, Palermo, 1864 – 1942) è stato medico, storico della propria città e anche giudice conciliatore;
Carmine Papa (Cefalù 1806 – 1891) spesso citato come “Il poeta zappatore” merita l’aggiunta di altre qualifiche perché nei suoi versi tra ironia e resoconto di esperienze personali c’è una costante proposta moralistica.
Il padre di Saverio Ciofalo, originario di Termini Imerese, esercitava la funzione di giudice regio a Polizzi Generosa quando, ultimo dei quattro figli, nacque nel 1842, quello che sarebbe diventato un geologo, archeologo-paleontologo di chiara fama nazionale.
La operatività culturale di Cristoforo Grisanti (Isnello, 1835 – Ivi 1911) potrebbe essere il modello da proporre a quanti oggi in Sicilia si interessano, operando con autentico amore e impegno, per la salvaguardia e rivalutazione dello sterminato patrimonio di tradizioni,