Polizzi Generosa: la chiesa di "Santa Maria Lo Piano" salva grazie al FAI, sostegno anche da Dolce e Gabbana

Giovedì, 11 Novembre 2021 17:56 Scritto da  Pubblicato in Polizzi Generosa
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La 10ª edizione del Censimento, lanciata a maggio 2020 nella settimana della ripartenza dopo il lockdown, ha raggiunto il miglior risultato di sempre con 2.353.932 voti raccolti,
esaltando più che mai il valore sociale dell’iniziativa e l’amore e l’impegno dei cittadini per i rispettivi territori. Ora per venti di questi luoghi sta per essere scritta una nuova pagina di storia. Tra questi c'è anche la chiesa di "Santa Maria Lo Piano" a Polizzi Generosa che ha ottenuto un contributo di 25.000 euro. Il comitato “La Chiesa di Santa Maria Gesù Lo Piano nel cuore” si è attivato per la tutela del bene, inagibile. La risposta dei cittadini, tra i quali gli stilisti Domenico Dolce, la cui famiglia è originaria di questo borgo all’interno del Parco delle Madonie, e Stefano Gabbana e la disponibilità di un progetto complessivo di restauro, realizzato grazie al sostegno del Comune, ha portato la Parrocchia Maria SS. Assunta a presentare una richiesta sul bando "I Luoghi del Cuore".
Il progetto sostenuto da FAI e Intesa Sanpaolo, presentato dalla Parrocchia Maria SS. Assunta, si concentrerà su un primo lotto di intervento relativo alle coperture, individuato all'interno del progetto complessivo di restauro, realizzato grazie al sostegno del Comune. Questo primo intervento sarà propedeutico a rendere nuovamente fruibile il bene.
Attestata dal 1301, nel 1535 la Chiesa di Santa Maria Gesù Lo Piano fu sede del Senato cittadino istituito da Carlo V. È ancora visibile su un lato una mano in pietra che sosteneva lo stendardo per indicare alla popolazione la riunione. La facciata principale, rinnovata nel 1770, è ritmata dal portale e da paraste, che sorreggono un cornicione, sormontato dal campanile a vela. Il portale laterale, romanico, presenta un arco a tutto sesto che culmina con un bassorilievo raffigurante la Vergine. La chiesa, a navata unica, ha una copertura a capriate, in abete abies nebrodensis, uno dei più preziosi endemismi del Parco delle Madonie, relitto dell’ultima glaciazione. La copertura rappresenta l’unica testimonianza di uso costruttivo di tale specie di abete, di cui oggi restano solo 29 esemplari e la sua conservazione è dunque tanto più essenziale.

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