La natura respira, quest'anno i tulipani di Blufi non saranno violati dall'uomo

Martedì, 21 Aprile 2020 15:09 Scritto da  Pubblicato in Blufi
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Non ci troviamo in Olanda bensì a Blufi, piccolo centro madonita che detiene il primato di un campo spontaneo di tulipani di fronte il santuario della Madonna dell'Olio.
Ogni primavera questi fiori di speranza perché indicano l'arrivo della primavera e il ritorno del clima mite, fanno da sfondo ad un paesaggio montano che dona ad ogni uomo una sorta di potere rilassante che fa dimenticare la frenesia della vita di tutti i giorni. Proprio di fronte al campo fiorito, sorge il Santuario della Madonna dell'Olio, una costruzione antichissima traccia di quello che p stato il medioevo siciliano, vi è infatti una pietra ove vi è incisa la data 1135 tuttavia esiste un documento del 1832 che cita testualmente: "è fuor di dubbio che quel Santuario è soggetto al Rev.mo Arciprete di Petralia Soprana, che la Chiesa nell'ottavo secolo fu costruita dai fedeli sparsi nell'economie di quelle vicine campagne, e riedificata dalla pietà del clerico D. Francesco Ferrara di detta Petralia nel 1762". Ma la storia di questo luogo potrebbe essere ancor più remota, perché Aristotele nel suo "Meteorologicorum" parla di un "sicano agro" in riferimento ad un liquido che usciva da una grotta carsica che di fatto è presente accanto al santuario e da essa sgorga un olio naturale che ricorda vagamente il petrolio ma di fatto gli antichi abitanti della zona lo utilizzavano per curare alcune malattie come ad esempio quelle della pelle. Poi ci sono loro, i tulipani, che sono si belli da vedere ma al tempo stesso l'inciviltà dell'uomo potrebbe distruggere il campo per sempre. Ogni anno infatti centinaia di persone che arrivano dalle altre città, oltre a calpestare la gramigna, strappano via i tulipani dal campo e spesso portano via anche i bulbi che poi di fatto sono il centro vitale del fiore che sboccerà in primavera. Quest'anno però il coronavirus non permetterà (fortunatamente) che questo scempio venga perpetrato ancora una volta, così dunque la natura prenderà un sospiro di sollievo e chissà che questo triste periodo che stiamo vivendo ci aiuterà a riflettere sull'importanza di non distruggere quello che poi di fatto è la casa di tutti noi: il mondo. 
Giovanni Azzara

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